Kalymnos è da sempre legata alla subacquea poiché di questo, da tempo immemore, ha sempre vissuto la grande maggioranza dei suoi abitanti, principalmente praticando la pesca delle spugne. L’isola è completamente rocciosa e non offre sostentamento che non provenga dal mare, tanto che la stessa mitologia ne dà una motivazione. Essa narra
che il titano Kalydnos, figlio di Urano (il cielo) e Gea (la terra), fu allontanato dal padre e trovatosi abbandonato si mise a setacciare la terra per farsi un’isola dove abitare.
Con la terra migliore nacque la vicina isola di Kos, mentre tutta la terra e i sassi scartati furono gettati in mare e formarono l’isola di Kalymnos, il posto più adatto per celebrare un festival della subacquea, un posto dove tutto parla di mare ed immersioni, già all’aeroporto ci accoglie una grande statua di palombaro, le autorità sono sensibili e sostengono ogni attività che abbia con esse relazione.
Anche quest’anno, dal 22 al 26 agosto, si è svolta la quinta edizione del Kalymnos International Diving Festival, organizzata dal “The Divertraining Network” di Alexander Sotiriou, direttore anche della IANTD Eastern Mediterranean ed organizzatore della prima spedizione sul Britannic del 1997.
Il festival, patrocinato e finanziato dalle autorità locali, è dedicato alla subacquea a tutto tondo, ovviamente, con un occhio
particolare alle tradizioni subacquee dell’isola, comunque largo spazio ha avuto la subacquea tecnica anche grazie alle IANTD Expeditions. Perciò, non poteva mancare la storia del più famoso pescatore di spugne: Georghios Haggi Statti, legata indissolubilmente a quella della corazzata Regina Margherita e al recupero della sua ancora nel 1913. Come già molti sanno il relitto della corazzata fu ritrovato nel 2005 dall’Instructor Trainer Cesare Balzi e al ritrovamento seguì la spedizione della IANTD per documentarlo. La manifestazione, oltre a quella della IANTD Expeditions, ha avuto numerose presentazioni con relatori d’eccezione come l’archeologo
subacqueo Christos Agouridis, segretario dell’Hellenic Institute of Marine Archaeology, con una relazione sui tesori subacquei del Dodecaneso, Nikolaos Tzanoudakis, presidente della Association of Greek Diving Instructors che ha parlato dello sviluppo turistico legato alla subacquea e molti altri ancora. Attività d’immersione si sono alternate a quelle culturali che includevano prove d’immersione in apnea con l’antico sistema usato dai pescatori di spugne della “scandalopetra”, una pietra quadrilatera con il lato superiore leggermente smussato alla quale, attraverso un foro sul lato superiore, veniva legata una cima; il subacqueo si tuffava con la pietra fra le mani e la utilizzava come un timone durante
l’immersione per dirigersi sul punto del fondale dove individuava le spugne. Arrivato sul fondo si metteva la pietra sotto il braccio e camminava velocemente per raccogliere le spugne, una volta giunto il momento di risalire strattonava la cima , si metteva con i piedi sulla pietra e dalla barca lo salpavano tirando la cima con forti bracciate. L’immersione veniva fatta senza pinne e senza maschera,
solo con uno stringi naso a molla, si può comprendere che la
velocità dell’immersione e l’impossibilità di compensare correttamente comportava il fatto che la maggioranza dei pescatori avesse entrambi i timpani sfondati. Hanno seguito dimostrazioni e prove con scafandri d’epoca e immersioni per ogni livello, molto apprezzata è stata la danza tradizionale dei pescatori di spugne che veniva celebrata come un rito prima delle partenze per le pesche semestrali.
Grande risalto al festival è stato dato da televisioni locali e nazionali greche. Maggiori notizie si possono trovare su http://kalymnosdivingfestival.com, chi desidera vivere di persona queste esperienze non potrà mancare alla prossima edizione del 2010.
Leggi il comunicato stampa in formato PDF visitando il sito
http://www.iantdexpeditions.com/notizie/2009/kalymnos.pdf
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