Eventi: Nuovi relitti per l'Elba diving center
08/08/2004
Durante la pausa invernale lo staff dell’Elba Diving Center ha dedicato gran parte del suo tempo alla ricerca di nuovi siti d’immersione, in particolar modo a quelli adatti a subacquei avanzati e tecnici con orientamento a immersioni in trimix. Le numerose immersioni, fatte su punti segnalati dai pescatori del luogo come possibili ferrature, hanno portato alla luce alcuni relitti di diverso interesse storico-subacqueo.
Il primo di questi è quello di una bettolina da carico di recente costruzione adagiata in assetto di navigazione su un fondale sabbioso di 60 metri; visto il profilo dell’ immersione variabile tra i 52 e i 60 metri il sito è rivolto principalmente a subacquei brevettati Normoxic Trimix Diver.
La seconda scoperta dello staff dell’Elba Diving Center, in particolare di Michele Cocco e Fabio Agostinelli, entrambi istruttori IANTD, è stata quella di un grosso piroscafo da carico adagiato su un fondale sabbioso di 78 metri. Il relitto si presenta spezzato in diversi tronconi: questo fa pensare ad una grossa esplosione avvenuta probabilmente a causa di un siluramento durante il primo conflitto mondiale oppure a causa di materiale esplosivo trasportato nelle stive. L’immersione richiede molta esperienza ed è quindi rivolta a subacquei brevettati Trimix Diver; inoltre, vista la vastità dell’area, per poter avere una visione completa del piroscafo, si consigliano almeno tre immersioni. I profili di queste immersioni sono molto variabili, da una profondità minima di 72 metri ad una massima di 80 metri, raggiungibile all’interno delle stive dei piani inferiori.
Continuando la nostra esplorazione arriviamo ad un altro piroscafo da carico di grosse dimensioni adagiato su un fondale sabbioso di 82 metri in assetto di navigazione. Il relitto si presenta in buone condizioni, anche se completamente ricoperto di incrostazioni e con qualche rete lasciata dalle strascicanti; l’unica parte danneggiata è la zona prodiera distrutta sicuramente dall’impatto con il fondo. Per visitare l’intera nave sono necessarie numerose immersioni, inoltre, con il dovuto addestramento e mettendo in pratica le tecniche di penetrazione in ambienti ostruiti, è possibile introdursi all’interno delle enormi stive di carico e del ponte comando.
L’ultimo relitto esplorato è un piroscafo di medie dimensioni, probabilmente di nazionalità francese, adagiato in assetto di navigazione leggermente sbandato sul fianco sinistro su un fondale sabbioso di 78 metri; le cause dell’affondamento possono essere attribuite con molte probabilità ad un siluramento da parte di un sommergibile durante il secondo conflitto mondiale.
Tutti i relitti esplorati dallo staff dell’Elba Diving Center portano i segni di precedenti ricerche subacquee, alcune fatte di recente da gruppi di subacquei tecnici che hanno lasciato tracce su vari siti internet, altre sicuramente fatte in passato, forse da corallari convinti di scendere su qualche scoglio in cerca di corallo.
Con questo l’Elba Diving Center non vuole prendersi l’onore di aver scoperto questi relitti , che sicuramente spetta ad altri, ma sicuramente il merito di poter dare la possibilità a subacquei esperti ed istruttori IANTD di poter usufruire del supporto tecnico logistico fornito dal diving in merito alle immersioni tecniche. Infatti nei mesi passati sono stati molti gli istruttori IANTD in compagnia dei propri allievi che hanno richiesto il supporto tecnico logistico per poter terminare le immersioni di corsi Trimix Diver IANTD proprio su questi relitti e dare il loro contributo nel continuare le esplorazioni e trovare degli indizi che porteranno a dare un nome ed una storia a questi affascinanti relitti.
Per raggiungere i siti sopra descritti occorrono tempi di navigazione variabili tra un’ora e due ore, partendo da marciana marina caratteristico paese situato nella costa nord dell’isola d’Elba, dove ha sede l’Elba Diving center,una confortevole e attrezzata struttura dotata di ampi spazi a disposizione dei clienti.
Autore: Michele Cocco
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