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Eventi: Il relitto dell'Hirondelle  12/07/2005
   
L’Hirondelle

Il Lago Lemano appartiene ai cinque laghi più grandi per estensione in europa, inoltre è noto anche per una gara di vela molto tipica che costeggia tutta la parte francese. A parte ciò quando si parla di relitti,la nostra mente si tuffa negli abissi marini,Adventures Team ha visitato un relitto assai carino posto in acqua dolce.

L’Hirondelle (rondine) è uno dei relitti più belli posti in acqua dolce,nonostante la sua facilità è comunque riservato a dei subacquei che si immergono costantemente al lago e con una decisa esperienza alle spalle. La profondità è variabile infatti parte dai –42 Mt per la prua ed arriva ai – 58 metri per la poppa.Per le sue bellezze sia del relitto che per la profondità è consigliabile adoperare un trimix normossico come un 20/25,dunque avremo un end di 35 Mt alla massima profondità. Il relitto dell’Hirondelle affonda il 10 giugno del 1862 a causa di alcuni scogli difronte a Becque-de-Peilz,molti furono i tentativi di trarlo a riva ed addirittura gli furono addossati dei tronchi legati con robuste catene a mo’ di piroga,ma durante un secondo e violento fortunale abbatutosi sul Lago Lemano, questi affonderà di poppa iniziando a frantumarsi per la stessa ed a scavare un enorme solco,tutt’ora ben visibile e ritenibile come punto di riferimento. Per ben 104 anni dell’Hirondelle non si seppe più nulla,finchè,nel 1966 grazie ad alcuni subacquei locali fu ritrovato per puro caso. A pelo d’acqua effettuiamo i controlli consueti e rammentando il briffing appena terminato,siamo in posizione e cominciamo la discesa,sono 42 metri interminabili di scarsa visibilità buona parte fatti in perpendicolare e costatando che i nostri fasci di luce si perdono eccezionalmente,ad un tratto,come il lago vuole si apre una visibilità eccezionale,la prua è là,nella sua più splendida fierezza e bellezza ricoperta da intarsi magnifici che solo i maestri d’ascia di un tempo sapevano dare e forse grazie a questa mano oggi si conservano straordinariamente,in pratica sono passati 143 anni (12/06/2005 giorno dell’immersione). Il relitto è tutto bello,da prua poppa,ma la parte più interessante è quella dove troviamo il fumaiolo ora piegato in due e delimita il punto più spettacolare. Come al solito si ha da pensare che la lira e l’allogiamento della campana siano state sottratte,dunque quelle visibili sono delle fedeli riproduzioni. Come avevamo detto prima la parte poppiera è la parte meno interessante poichè è la parte più danneggiata ma è anche la parte in insabbiata,però ne vale la pena visitarla e siamo a - 58 metri e sempre vicini al fumaiolo.
L’immersione è stata svolta da : Claudio e Fabio Mansella e dai nostri amici Gilles e Pierre Alain.
Dunque Adventures Team,ha mantenuto quel che aveva detto nel mese dell’Eudi appena passato e invita tutti gli interessati a chiedere le eventuali informazioni.

testo in francese :

L'Hirondelle est une des plus belle épave en eau douce, qui soit accessible de par sa profondeur, mais réservée aux plongeurs munis d'une très bonne expérience en lac, ainsi qu'aux plongées profondes (60m). C’est aussi la plongée par excellence pour une utilisation du trimix normoxique 20/25.
L'épave, en coulant, a touché le fond vers les -10 mètres, puis a glissé sur une forte pente en creusant un profond sillon encore visible actuellement, pour s'arrêter finalement à la profondeur de -60 mètres pour la poupe, et -42 mètres pour la proue
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- 42 mètres de descente à la lumière de nos lampes cela semble interminable. Puis comme par enchantement, une proue avec sa cloche se détache. L’Hirondelle est là, majestueuse, tranquille, sa proue dressée vers le haut depuis 143 ans. Depuis cette fatidique date du 10 juin 1862…. Complètement oubliée de tous, elle fut découverte par hasard en 1966, et depuis reçoit régulièrement la visite de nombreux plongeurs. La partie intéressante va de la proue à la cheminée. La poupe a été complètement écrasée et ensevelie par le limon durant sa glissade sur le fond. La proue en bois sculptée est la partie la plus significative, reste en très bon état de conservation malgré toutes ces années passée sous l’eau. La lyre avec sa cloche, (une reproduction, l’originale ayant disparue) continue de retentir, actionné par les plongeurs en début et fin de plongée. Les troncs d’arbres qui soutenaient le navire pendant sa tentative de sauvetage sont toujours en place, solidement attachés par d’énormes chaînes. Plus bas, à –58 m. la cheminée, aujourd’hui pliée en deux, marque le dernier point intéressant de l’épave.

Gilles Persoz





 

Autore: Claudio Mansella 
 
   
 
 
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